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TRENTIN Abate Gregorio
a Padova e a Venezia

1817

PIANOFORTE ORGANISTICO
— Per nuovo pianoforte organistico — Medaglia d' oro a Trentin ab. Gregorio di Venezia — Anno 1817 in Venezia.

"II. TRENTIN, ABATE GREGORIO, DI VENEZIA.

"Negli anni decorsi il sig. Abate Gregorio Trentin di Venezia ottenne distinto premio per bella Arpa prodotta in Milano; ed in quest' anno con altra sua manifattura aspira a nuove corone.

La Commissione Centrale fu soddisfatta ne' suoi desiderj, scorgendo con quanta intensità di volere, il Veneto artista si studia di emulare le manifatture forestiere fra noi, conducendole per gradi verso la perfezione. Il Piano-forte da esso presentato, per giudizio anco de' più esperimentati (*), gareggia co' migliori della Germania.

Mancando i Piani-forti ordinarj d'un basso grave e maestoso, sostegno fondamentale ed animatore dell'armonia, l'artista si è studiato di correggere questo difetto, e di adempiere a questo vuoto, sottoponendo all'ordinaria cassa superiore dello stromento un'altra cassa che raccoglie le corde basse accordate ad ottave, le quali si percuotono con ben distinti continuati pedali, in numero di venticinque, equivalenti a due ottave cromatiche.

Con facile meccanismo i registri che governano i colori delle voci nella cassa al dissopra, sono messi in comunicazione co' bassi; per cui ne risulta tutta l' unità simultanea d'un orchestra messa insieme.

Questo Pianoforte, dal sig. Abate Trentin denominato orgamistico a doppia cassa e a doppia tastatura, è pregevole per voce morbida e distinta, per sicurezza di accordatura, per agevolezza e prontezza così della tastiera di mano, come di quella che si move co' piedi.

La costruzione interna e la commessura delle parti, dipende da poche viti, da poche molle, agevoli insieme e saldissime; dimodochè lo stromento non potria così di leggieri patire e sconnettersi, anco nell'uso de' più indiscreti.

Il Piano-forte organistico può essere aggiunto a qualunque Piano-forte a coda. Premiandosi adunque l'opera e il patrio zelo del Veneto artefice, la Commissione gli assegna con pienezza di voti la medaglia d'oro." Atti della distribuzione de premij d'industria, 1817, p. 26-27

1819

PIANOFORTE DA TRASPORTO
— Per invenzione di pianoforte da trasporto detto metagofono — Medaglia d'oro a Trentin abate Gregorio di Venezia — Anno 1819 in Venezia.

'Piano portatif', imaginé par l’abbé Trentin, de Venise, en 1820 [sic] - Dictionnaire des instruments de musique, Jacquot, 1886

"N. 81 - Gov. N. 23191-917. - Melagofon una spezie particolare di pianoforte dell’ abate Gregorio Trentin in Venezia.

Invenzione consiste in una trasposizione della claviatura, che può esser spinta tanto avanti a sinistra, o a destra; che li martelli secondo che la cambiata posizione si fa verso li tuoni più bassi o più alti toccano corde più basse o più alte e tutto il Clavicembalo quindi in una volta è accordato più alto o più basso.

Detta trasposizione fassi col mezzo d’ una piastra dentata di metallo, ed un fuso che si gira me diante una vite.

Ella è cosa chiara, che li denti della piastra di metallo devono esser ripartiti in tal modo, ch’ essi corrispondano pienamente alla di stanza reciproca delle corde. Una piastra di metallo con 8 denti dà una mutazione di tuono di 4 mezzi tuoni d’ ogni parte. Aulico Dispaccio 5 giugno 1850 N. 1309041115." Collezione di leggi e regolamenti pubblicati dall' imp. reg. governo delle ..., 1819, p. 285

1822

'Violi-cembalo' e 'pianoforte organistique', nel 1822 Bibliographie musicale de la France et de l'étranger, ou, Répertoire générale systématique de tous les traités et oeuvres de musique vocale et instrumental: imprimés ou gravés en Europe ..., France, César Gardeton, Chez Niogret, 1822

"Intanto S. M. l' Imperatore accompagnato da S. A. J. l' Arciduca Vicerè erasi recato ad esaminare le due caserme militari dette di S. Chiara e degl' Incurabili, e l' Imperatore Alessandro aveva visitato la galleria Manfrin, la chiesa, e il convento dei Cappuccini al Redentore nell'isola della Giudecca, i palazzi Manin, e Pisani di S. Paolo, e da ultimo anche lo studio del sig. Abb. Trentin fabbricatore di pianoforti." Il Messagiere Tirolese, Volume 8, 31/12/1822, p. xlvii

1824

'Piano mettagophone', inventé à Venise, en 1824, par l’abbé Trentin  - Dictionnaire des instruments de musique, Jacquot, 1886 

"Fünfjähriges Privilegium des Abbate Gregor Trentin, Werfertigers musitalischer Instrumente in Wien, auf eine von ihm Metagofano, genannte Erfindung bei dem Pianoforte. Ertheilt am 2. Februar 1824. Erloschen durch Zeitablauf im Jahre 1829.

Dieses Instrument ist eine Zufügung zweier Oktaven, welche mit dem ober Instrumenten-Kaften in Verbindung stehen, welche die Starke und Haltung der Töne verdoppeln sollen, und nach Art eines Pedals behandelt werden. Ferner ist eine Vorrichtung angebracht, um die Stimmung des Instrumentes stufenweise von halben zu halben Ton zu erhöhen oder zu vertiefen." Beschreibung der Erfindungen und Verbesserungen, für welche in den Kaiserlich-königlichen österreichischen Staaten Patenten ertheilt wurden, 1841, p. 270

"Trentin Abate Gregorio - Negli anni decorsi il signor abate Gregorio Trentin di Venezia ottenne distinto premio per bella arpa prodotta in Milano; ed in quest'anno con altra sua manifattura aspira a nuove corone.

La Commissione centrale fu soddisfatta nei suoi desiderj, scorgendo con quanta intensità di volere il veneto artista si studia di emulare le manifatture forestiere fra noi, conducendole per gradi verso la perfezione. Il pianoforte da esso presentato, per giudizio anco de'più esperimentati, gareggia co'migliori della Germania.

Mancando i pianiforti ordinarj d'un basso, grave e maestoso sostegno fondamentale ed animatore dell' armonia, l'artista si è studiato di correggere questo difetto e di adempiere a questo vuoto, sottoponendo all' ordinaria cassa superiore dello stromento un' altra cassa che raccoglie le corde basse accordate ad ottave, le quali si percuotono con ben distinti continuati pedali in numero di venticinque, equivalenti a due ottave cromatiche.

Con facile meccanismo i registri che governano le digradazioni delle voci nella cassa al disopra, sono messi in comunicazione co'bassi, per cui ne risulta tutta l'unità simultanea d' un' orchestra messa insieme. Questo pianoforte, dal sig. abate Trentin denominato organistico a doppia cassa e a doppia tastatura, è pregevole per voce morbida e distinta, per sicurezza di accordatura, per agevolezza e prontezza così della tastiera di mano, come di quella che si muove co' piedi.

La costruzione interna e la commessura delle parti difende da poche viti, da poche molle, agevoli insieme e saldissime; dimodochè lo stromento non potria così di leggieri patire e sconnettersi, anco coll'uso de'più indiscreti. Il pianoforte organistico può essere aggiunto a qualunque pianoforte a coda.

Premiandosi adunque l'opera e il patrio zelo del veneto artefice, la Commissione gli assegna con pienezza di voti la medaglia d'oro." Collezione degli atti delle solenni distribuzioni de' premi d'industria, 1824, p. 143-144 e un altro testo p. 163 e p. 238-239

"Description Du Piano-forté Organisé et Métagofone de l'abbé Greg. Trentin, de Venise. (Giorn. di Agric., arti et commercio, juin 1824, P. 440.)

Ce piano est composé de deux pianos-fortés, posés l'un sur l'autre. Celui qui est supérieur se joue avec les mains, et l'inférieur avec les pieds. Le premier piano contient six octaves exécutées d'après les proportions suivies par les meilleurs auteurs de Vienne.

Le second le dépasse seulement en longueur d'environ un demi-pied, ou 0,16 mètres, est peu élevé de terre, et porté par des roulettes; ses touches sont au nombre de 25, et équivalentes à deux octaves chromatiques.

Chaque pédale à trois cordes de métal, parmi lesquelles deux appartiennent à la contre-basse, et celle du milieu à son octave.

L'on s'est étudié à placer à gauche l'instrument à contre-basse qui est situé au-dessous, et à une hauteur égale à celle de l'instrument supérieur, en disposant les 25 touches de manière à pouvoir les faire mouvoir avec les mains, sans perdre cependant de vue l'objet que l'on s'est proposé, de faire sentir l'effet des deux instrumens par l'action d'une seule personne." Bulletin universal des sciences et de l'índustrie: Bulletin des ..., Volume 3, 1825

Descrizione del piano-forte organistico e metagofono, del sig. abate Gregorio Trentin di Venezia.

"Il piano-forte l'uno soprapposto all'altro. Quello di sopra è da suonarsi colle mani, e quello di sotto coi piedi. Il piano-forte di sopra viene costituito di sei ottave in quelle proporzioni che sono seguite dai migliori autori di Vienna. Il piano - forte di sotto eccede soltanto in lunghezza a quello di sopra circa mezzo piede ( m. o, 16) ed è pochissimo elevato da terra, appoggiato sopra ruotelle. I pedali, ossia tasti di questo piano-forte, sono 25 equivalenti a due ottave cromatiche.

Ciascun pedale ha tre corde di metallo, delle quali due del contrabasso, e quella di mezzo della sua ottava. Ultimamente mi studiai di collocare l'istromento contrabasso, ossia quel di sotto a sinistra, e ad eguale altezza del superiore, formandolo con 25 tasti in modo da toccarsi colle mani per facilitare appunto l'esecuzione a quelli non abbastanza pratici dei pedali ( nel qual caso poi si ricercano due suonatori) non omettendo però di sottoporre al piano-forte superiore la già suindicata pedaliera di 25 pedali, onde non perdere di vista il da prima contemplato oggetto che è quello di far sentire col mezzo di un solo suonatore l'effetto di tutti due gli istromenti in un solo punto.

Quattro sono i pedali che formano le mutazioni delle voci, i quali sono posti in comunicazione coll'istromento superiore.

Il piano-forte metagofono, cioè trasportatore di voci, è di sei ottave simili ai comuni. Si ottiene con questo istromento all'istante e facilissimamente l'accrescimento o l'abbassamento di tuono nella progressiva alterna di quattro mezzi tuoni a mezzo tuono per volta.

Ciò avviene per l'azione di un ordigno interiore collocato orizzontalmente sotto la tastiera e mosso da una chiave che s'introduce in un perno sporgente e fa avanzare e retrocedere gradatamente la tastiera, venendo con ciò a variarsi l'accordatura corale onde adattarla per comodo e facilità, o alla voce di un cantante o a quella di un istromento da fiato che diversificasse dal corista, restando intatta la stabile accordatura dell'istromanto e la lettura di chi accompagna. Prima di questa invenzione doveasi o trasportare la musica colle manii, o accordare diversamente l'istromento, cosa malagevole ed imbarazzante la prima, e limitata non che rovinosa per l'istromento la seconda.

Per un tale piano-forte specialmente come anche per tutti gli altri comuni adottai nell'accordatura il temperamento equabile dimostrato dal celebre maestro Asioli di Milano, e perciò non temo che al metagofono possa farsi alcuna opposizione riguardo alla così detta proprietà dei tuoni.

Ambedue queste invenzioni furono premiate con medaglia d'oro dall'I. R. Istituto di scienze ed arti in Venezia negli anni decorsi 1817-1819. Indi privilegiate esclusivamente con imperiale decreto del 2 gennaio prossimo passato pel corso di anni cinque.

Estratto dagli atti della distribuzione dei premi e d'industria nel giorno 12 febbraio 1817.

Il piano-forte dal signor Trentin presentato, per giudizio anco del più esperimentati, gareggia co' migliori della Germania.

Mancando i piano-forti ordinari di un basso grave e maestoso, sostegno fondamentale ed animatore dell'armonia, l'artista si è studiato di correggere questo difetto, e di adempiere a questo vuoto, sottoponendo all'ordinaria cassa superiore dello strumento un'altra che raccoglie le corde basse accordate ad ottave, le quali si percuotono con ben distinti continuati pedali, in numero di venticinque, equivalenti a due ottave cromatiche.

Con facile meccanismo i registri che governano i colori delle voci nella cassa al dissopra, sono messi in comunicazione coi bassi, per cui ne risulta tutta l'unità simultanea d'un'orchestra messa insieme.

Questo piano-forte, dal signor abate Trentin denominato organistico a doppia cassa e a doppia tastatura, è pregevole per voce morbida e distinta, per sicurezza di accordatura, per agevolezza e prontezza così della tastiera di mano, come di quella che si muove co piedi.

La costruzione interna e la commessura delle parti dipende da poche viti, da poche molle, agevoli insieme e saldissime; dimodochè lo stromento non potrìa così di leggieri patire e sconnettersi, anco nell'uso de' più indiscreti. Il piano forte organistico può essere aggiunto a qualunque piano-forte a coda.

Parere sul piano-forte organistico presentato alla Commissione Centrale delegata all'aggiudicazione dei premi d' Industria Nazionale.

Non ostante i diversi pregi, di cui venne sin ora di mano in mano arricchito il moderno piano-forte, vi si rimarca però un certo vuoto, che proviene dalla mancanza di un grave e maestoso basso, fondamentale sostegno ed animatore dell'armonia.

Quindi il piano-forte semplice ci pare essere da per se uno stromento musicale dimezzato; e dietro a tale punto di vista non lieve interesse nel regno dell'arte deve destare il piano-forte organistico eseguito dal signor abate Gregorio Trentin.

Il piano forte di sopra, che viene suonato colle dita, i pareggia per voce sonora e morbida, per tastatura nitida e pronta, per accordatura ferma e sicura i migliori stromenti di Vienna.

 Quello di sotto, destinato al giuoco de piedi, ideato ed eseguito senza altrui esemplare o a modello dal sullodato signor abate, dietro alle dimensioni e proporzioni le più ingegnose, apre alla fantasia musicale un nuovo e vasto campo, onde produrre effetti e combinazioni non comuni. Distinto, chiaro, e pastoso riesce il suono di quelle note gravi che eguagliano la solenne andatura dei Violoni e Violoncelli in un'orchestra.

Felice e di ottimo effetto ci parve l'invenzione della terza corda, unita alle due note gravi in ottava alta. Il meccanismo de' pedali è organizzato in guisa tale, che il tocco del piede produce a suo grado lo staccato, il tenuto, il pianissimo ed anche il fortissimo, senza dover temere che una percossa indiscreta del piede faccia rompere una molla o corda. Il coperchio a griglia vi aggiugne altro colore.

Giudizioso assai inoltre sembraci il modo, con cui i diversi registri sono messi in comunicazione tra i due piano forti, onde con prontezza ottenere le varie mpdificazioni de' suoni, che l'immaginazione dell'artista esecutore potrebbe esigere. Tutti questi riflessi fanno sì che noi non possiamo non offrire un tributo d'ingenua ammirazione all' ingegno del chiarissimo autore che un sì bel dono offre alla diva Armonia. a Venezia li 4 di febbraio 1817. - i v Giovanni AYBLINGER, Maestro di musica. Stefano PAVESI, Maestro di musica.

Estratto dagli atti della distribuzione de premi d'industria nel giorno 4 ottobre 1819 in Venezia. Premio di medaglia d'oro al signor abate Gregorio Trentin di Venezia per invenzione di pianoforte metagofono.

Nel gran numero di colte persone suonatrici del piano forte suole non di rado trovarsi qualche difficoltà a pover improvvisamente eseguire l'innalzamento o l'abbassamento de'tuoni per adattarsi o alla persona del cantante, o a diversi luoghi nei quali la stessa musica si eseguisce.

Ora a ciò è provveduto con nuova invenzione ingegnosissima e con lavoro di propria mano dal già per altre opere di simile genere celebrato, e premiato da questo medesimo Istituto, signor abate Gregorio Trentin.

Prima di lui sapevasi cambiare solamente un mezzo tuono nel piano-forte come nell'Arpa (È cosa verissima che in Inghilterra fu rinvenuto un altro a ben diverso meccanismo mediante il quale nel piano-forte si otteneva l'accrescimento di un solo mezzo tuono, accorciando di un sedicesimo ciascheduna corda. Ma è vero altresì che egli convenne abbandonare nel suo nascere siffatto ritrovato per l'alterazione che produceva nell' accordatura l'impulso che necessariamente accadeva sulle corde qualunque volta si voleva ottenere l'accrescimento del mezzo tuono.), ma ora, mediante il meccanismo ingegnoso aggiunto dal nostro artista al detto strumento, si ottiene con tutta facilità e prontezza l'accrescimento o l'abbassamento di tono nella progressione alterna di quattro mezzi toni, a mezzo tono per volta.

Questo meccanismo consiste in un ordigno interiore collocato orizzontalmente sotto la tastiera, il quale messo in moto gradatamente sopra agevoli rotelle da una chiave che s'innesta in un perno sporgente ed ammanito , fa scorrere gradatamente da un lato e dall'altro la tastatura; e così viene a variarsi l'accordatura corale, crescendo o decrescendo le voci per mezzi tuoni, senz' alterare minimamente l'accordatura stabile." Giornale di agricoltura, arti e commercio: ossia, Raccolta delle principali ..., 1824, p. 440-445

1834

"Trentin Abate Gregorio. Il fabbricatore di pianoforti rivolse ultimamente i suoi studi per trovare un meccanismo che col premere di un pedale valesse a dare l'ottava di ciascun suono e a raddoppiarla dalla metà della tastiera ai suoni acuti.

Sospendendo il giudizio sui pregi di questa innovazione che presenta alcuni inconvenienti, si può tuttavia pronunziare quello di un merito reale nella meccanica esecuzione dello stromento presentato.

In fatti si osservano ben tirati i regoli, scampanati a dovere i forti, ben guerniti gli appoggi di cuojo, perfettamente imitati gli smorzatori di Streicher, e migliorata l'applicazione dei martelli per modo che vanno a percuotere sulle corde senza strisciamento, donde si spicca purissimo il suono; in somma l' interno meccanismo si riscontra eseguito con finitezza e con amore.

E ben vero che la forma esterna lascia desiderare maggiore eleganza; ma essendo questo uno dei migliori pianoforti di fattura nazionale, fattura, dobbiamo dirlo, poco e poco bene esercitata tra noi, la Commissione spera coll'aggiudicare una medaglia d'argento al signor abate Trentin incoraggirlo a continuare ne' suoi sforzi e ad educare degli allievi." Collezione degli atti delle solenni distribuzioni de' premj d'industria ..., 1834, p. 331

Per i riferimenti, vedere la pagina
Fabbricanti di pianoforti T


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