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MALTARELLO Vincenzo
a Vincenza (°1852)

1870

"Pianoforti Par dare notizie dello stato di questa industria nei Velloneto, rechiamo i dati più importanti intorno al migliore dei nostri fabbricatori, il Maltarello di Vicenza. Fu lodata la solidità e precisione delle sue tastiere, la buona costruzione del corpo degli strumenti, la nettezza ed eguaglianza dei suoni.

Il Maltarello eseguisce nella sua fabbrica tutti i pei zi di cui gli strumenti si compongono; egli ne migliorò la fabbricazione.

L' attitudine meravigliosa alla meccanica fu da lui dimostrata quando in Rovigo sua patria, ignaro dell'arte, costruì un piano-forte a coda sul modello viennese, che alla esposizione industriale del Polesine nel 1852 fu giudicato degno di premio.

Nel maggio 1864 potè costituire una Società in accomandita col capitale di lire 54,000, da cui attinse quella forza che da solo gli sarebbe mancata in un' impresa, che esige oltre al capitale intellettuale potenti mezzi economici.

L'uso di'molli fabbricatori di fissare la molla dello scappamento sul tasto, porta l'inconveniente, che l'azione dello scappamento stesso sul tasto riesce irregolare; da ciò ineguaglianza dei suoni.

A togliere tale inconveniente il Maltarello pensò di modificare il ponte dello scappamento (bascule) dandogli forma tale che abbia sempre un lato fisso sul tasto e l'altro da alzarsi ed abbassarsi, ed in modo che se per accidente o per uso si scomponesse il meccanismo, una vite a regolatore mossa anche dal più inesperto, potesse rimetterlo in perfetto ordine.

Questa innovazione del Saltarello fu trovata utilissima dal giuri all'esposizione nazionale di Firenze nel 1861 ed a quella di Parigi nel 1867. Tolse ancora un altro considerevole inconveniente, che si nota particolarmente nei piani tedeschi ; vogliamo dire la poca solidità del somiere, per cui questo coli' enorme tensione delle corde facilmente soffre un sensibile rialzo nella parte anteriore, ritraendosi nel mezzo.

Ad ovviare a ciò il Maltarello inventò una macchina, la quale, applicata al somiere prima di fissarvi le sbarre, lo fa retrocedere nel mezzo di circa 5 millimetri. Armato successivamente delle spranghe di ferro e scaricata la macchina, spranghe e somiere vanno a connettersi cosi perfettamente da non permettere la più piccola cessione.

Modificò pure la tavolo armonica, isolandola quanto potè, onde aumentare le vibrazioni. Tale modificazione con eccellenti risultati introdusse pure nei piani verticali, alla cui fabbricazione ora più che mai si abbandonò per ragioni non tanto artistiche quanto economiche, ed in fatto per seguire il gusto dei consumatori.

Il maestro A. De-Ferrari di Genova scriveva del Maltarello: Sono ben contento di poterle dire che ho trovato i suoi piani superiori alle rimanenti fabbriche italiane ed a qualche estera accreditata. L'esposizione industriale di Venezia nel maggio 1868 e quella di Verona nell' ottobre dello stesso anno gli valsero, la prima la medaglia d' argento, e la seconda la medaglia d'oro, e più che tutto un certo credito che gli procurò una folla di commissioni, in modo che fabbricando due piani alla settimana, non può sopperire a tutte le ricerche.

Per tutto questo aumento di ricerche la Società convocatasi di recente deliberò di aumentare il capitale onJe allargare le proporzioni della fabbrica e darle maggiore incremento. Cosi in breve una macchina automatica darà moto ai tornii ed alle seghe ed altri strumenti.

Il numero degli operai, che ora ascende a 30, verrà aumentato, poi si fornirà la fabbrica di copioso deposito di legnami, di cui la provincia vicentina non difetta e per la qualità e per la varietà." Storia e statistica delle industrie venete e accenni al loro avvenire, Alberto Errera, 1870, p. 646-649


1907

"Maltarello Vincenzo. Nacque a Rovigo, da Felice e Amalia Boscolo, il dì 14 Luglio 1831. Venne a Vicenza nel Settembre 1859 in cerca di lavoro, e vi rimase poi sempre dando principio e incremento ad una importante e premiata fabbrica di pianoforti, assai stimata in patria e fuori. Cavaliere della Corona d'Italia.

1. Labor omnia vincit - Vicenza, Raschi, 1899, in 4.°, pag. 24. Fu ripubblicata sei anni dopo col titolo seguente : La fabbrica pianoforti Vincenzo Maltarello in Vicenza. Labor omnia vincit Vicenza, Rumor, 1905, in 8.°, pag. 39.
2. Il Dovere. Memorie antobiografiche Vicenza, Rumor, s. a. (1905), in 8.°, pag. 30."
Gli scrittori vicentini dei secoli decimottavo e decimonono ..., Sebastiano Rumor, 1907, p. 249-250

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Fabbricanti di pianoforti in italia tra 1850 e 1899


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