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SIEVERS Giacomo Fernando
a Napoli (°1835)

1855

"Pianoforte del signor Giacomo Ferdinando Sievers - Aveva il Pape in Parigi adattato per il primo sopra o sotto la cassa de'suoi pianoforti alcune sbarre di ferro, e ne otteneva effetti maravigliosi ; ma per cagione del loro peso, difficile rendevasi il trasporto dello strumento.

Il sig. Sievers da Pietroburgo applicando per il primo presso di noi questo sistema, sape va agli altri pregi de'suoi ricercati strumenti riunire quello della leggerezza.

Imperocché nelle connessioni laterali della tavola armonica e della cassa egli metteva spranghe di ferro fuso del peso non più di trentasei rotola diligen temente combinando la forza del legno con quello del ferro, e procacciando nell’interno della cassa tai vuoti da renderne il suono perfettamente armonioso.

Non si ristava però il Sievers da queste prime modificazioni apportate al congegno del Pape, ma fin dal 1838 concorreva recando in mostra un pianoforte ditato dell’altra non meno interessante innovazione della percussione inversa.

Questa consisteva nell’essere i martellini situati con metodo inverso dall’ordinario, disposti cioè in giusa da percuotere dalla parte superiore, e, qualunque fosse la forza premente il tasto, battere il martello sempre la corda al medesimo punto; ond’era che mai non si alteravanole proporzioni volute dalla teorica delle vibrazioni sonore, che stabalisce la lunghezza della corde, la sua doppiezza, ed il punto dove debb’esser tocca per aversene il maggiore e più gradevole suono.

Questa percussione per altro de’ martellini da su in giù, a guisa di un collo di cicogna, era nota sin dal tempo del defunto Conte Stanhope, il quale adattolla al suo gran pianoforte a corde d’acciaio. Fu poi abbandonata sino a che non si vide risorgere in Parigi per le cure del perdolato Pape, che sommamente posteriormente anche di più dal nostro Sievers.

Le quali innovazioni essendo siate sommamente plaudite, una me daglia di oro rimeritava l'ingegnoso costruttore delle sue fatiche, Proseguendo egli con crescente alacrità a menare innanzi il suo opificio, nel 1850 un Real Brevetto di Privativa lo guiderdonava per la invenzione di un nuovo meccanismo di tastiera applicabile ai pianoforti verticali, ben diverso, e molto più interessante di quello del Roller generalmente adottato, nonché di quelli di Brodword, di Pleyel, e di Erhard [Erard].

Ad onta però delle crescenti nostre fabbriche, e dei pregevoli strumenti che vi si costruivano, i pianoforti tedeschi venivano dalla generalità preferiti per la estrema semplicità del loro meccanismo, e quindi pel basso prezzo.

Questa semplicità però facca desiderare uno scappo obbligatorio, e quindi un colpo più forte, sicuro e vibrato; onde il Sievers ogni cura si dava per render la tastiera dei pianoforti orizzontali, detti comunemente a coda, di semplice costruzione e di sicuro effetto, figli perciò ideava all'uopo una specie di scappo, il quale giustamente apprezzato md 1851 dal Reale Istituto gli procurava la proposta del Brevetto d'invenzione.

In questo nuovo scappo la molletta era più forte dellaconsueta per lasciar cadere il martello da una specie di pivolo allo stesso soprapposto, ed all'oggetto registrato a vite. Ora al muoversi del tasto, piano o vibrato, scappando costantemente il martello, le corde ne venivano in corrispondenza percosse, ed i toni e l'armonia ne risultavano quindi completi e positivi.

Ma dovendosi la tastiera piazzare sotto la tavola armonica, vi mancava il luogo soddisfacente, e le solite catene di legno incollale sotto la tavola impedivano di adattarvi il nuovo meccanismo: queste catene d'altronde non potevano togliersi, dovendo servire di spartimento alla vibrazione, e dar forza e sostegno, acciò, come dicesi, le corde cantino di sopra.

Quest'altre difficoltà venivano nel più semplice modo superale dal nostro costruttore, il quale nulla togliendo o aggiungendo, e senza ledere gli effetti armonici dello strumento, raggiungeva lo scopo fissando le catene dalla parte supcriore della tavola armonica, rendendone così più facile ancora la costruzione, e meno imbarazzante il congiungimento colla cassa.

Il gran pianoforte intanto da lui esposto non ismenliva l'acquistata riputazione.

Era di legno palessandro bellamente fregiato di semplici intagli : il fondo armonico, comunemente detto tompagno vi era messo di traverso; il che, giusta la dottrina dei piani risuonanti, molto contribuiva a renderne la voce magicamente flautata e robusta : e la tastiera, della estensione di sette ottave, alla solidità di costruzione aggiungeva quella squisita cedevolezza, che giustamente si richiede per ben eseguire le sonate di agilità.

Avendo perciò il valentissimo Sievers riunito nel suo istrumento lutti i pregi per qualificarsi ottimo, sentiamo il debito di congratularci con lui per averci dato un novello argomento del suo distinto ingegno e della sua operosità." Annali civili del regno delle Due Sicilie, Volumes 50-52, Naples (Kingdom). Real Ministero dell'interno, 1855, p. 52-53

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