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DE MEGLIO
a Napoli (°1800) & (°1828)

1832

NAPOLI - "Manufattura di Carlo de Meglio che abita nella Strada S. Mattia N. 11. primo piano. - Pianoforte di mogano di perfetta costruzione . . . D. 300." Elenco Di Saggi, 1832, p. 67

NAPOLI - "Fabbriche di pianoforte r. di Giorgio di Helzel, 2. di Carlo de Meglio, 3. di Filippo Molitor. [...]

Il signor de Meglio merita particolare menzione per esser giunto a costruire forte-piani di rara perfezione. Tutto quello che per noi si ammira ne' forte-piani inglesi ed in quelli di Graff e di Stein lo ritroviamo a meraviglia imitato nei lavori di questo valentissimo fabbricante.

La soavità del suono de* suoi strumenti è veramente incantevole; talché noi preferiamo per accompagnamento alla voce un forte-piano del de Meglio a qualsiasi altro." Il Progresso delle scienza, lettere ed arti: opera periodica, 1832, p. 153-154

1833

NAPOLI - "Gli strumenti musicali da fiato e da corda hanno egregi costruttori, le opere de'quali sono cerche come le più rinomate. Dall'Helzel, dal De Meglio, dal Molitor costruisconsi pianoforti buoni per lo meno quanto i migliori di Vienna.

Le minugie divennero un oggetto di esteso commercio." Annali civili del regno delle Due Sicilie, Volumes 1-3, Naples (Kingdom). Real Ministero dell'interno, 1833

1834

PARIGI - "Ci duole non aver veduto questa volta pianoforti del sig. Carlo de Meglio, valente nel doppio genere di costruzione inglese e tedesco." Il Progresso delle scienza, lettere ed arti: opera periodica, 1834, p. 213

PARIGI - "Ci duole non aver veduto questa volta pianoforti del sig. Carlo de Meglio, valente nel doppio genere di costruzione inglese e tedesco. Ottimo costruttore di tali strumenti egli è pure il sig. Dolce, e nemmeno vedemmo nulla di suo.

Sono intervenuti nel campo i sigg. Helzel, Nicolai e Paolo de Blasio : il primo con uno strumento a coda, di legno d'acero, adorno di lavori xilografici 5 il secondo con due, uno de' quali verticale, lavorati alla maniera inglese, ma che non raggiunsero il loro tipo;  il terzo anche con due, entrambi a coda, fatti ad imitazion de' tedeschi, e che ci sono paruti degni di particolare nota, siccome i primi pianoforti napolitani costrutti secondo un metodo recentissimo inventato dal Graaf, ed il quale sta in questo : che il fondo di legno o pianta che dicono è tolto via in gran parte, e messa allo scoperto interna armatura, custodita solo da una tela di crine per difenderla dalla polvere e dagl' insetti; onde avviene che da que' timpani così aperti, e con apposito meccanismo ordinati, più libere e pure e soavi scappan fuori e si dilatano le onde sonore.

Ma passi anche più in là han dato da ultimo in Francia i costruttori di tali armoniose macchine, delle quali, a via di combinazioni novelle, han saputo e migliorare il suono e perfezionare la forma, tal che questa impicciolita, nulla toglie a quello di forza, di purità, di eguaglianza.

Ne fanno fede gli esemplari prodottine in Parigi nella ceunata Esposizione, e quelli singolarmente de1 sigg. Erhard e Pape.[...]" Il Progresso delle scienza, lettere ed arti: opera periodica, 1834, p. 213

1836

NAPOLI - "[...] il signor Carlo di Meglio, (52, al largo di Montesanto) uno de'primi fra loro non meno per antichità che per merito.

Ed in fatti il suo pianoforte, lavorato secondo le ultime norme del Graaf [Graf], parveci quello che più gli altri eccellesse per dolcezza nitidezza estensione ed energia di suono; sebbene in generale dobbiamo dolerci che non siasi per questa parte fatto gran guadagno, e che rimangono ancora lai musicali strumenti di Napoli a gran distanza da quei di Germania, di Francia e d'Inghilterra.

Né veruna delle novelle invenzioni che fecero ad essi lieta in Parigi l'ultima esposizione delle manifatture campeggiò in questa nostra. Ben noi le additammo ed augurammo, ma i nostri voti rimasero delusi." Annali civili del regno delle Due Sicilie, Volumi 10-12, 1836, p. 81

1839

NAPOLI - "[...] Carlo de Meglio per gran perfezionamento di cui è autore. Ma di questi due ultimi è d'uopo favellar più a dilungo. [...]

Teniamo al sig. De Meglio. E noto che due sistemi diversi vengono seguitati nella costruzione de'pianoforti, l'uno secondo la maniera inglese, l'altro secondo la tedesca.

La costruzione inglese risplende per maggiore solidità, saldezza delle corde anche a'colpi indiscreti, ed espressione maravigliosa; ma ciò che in linguaggio tecnico appellasi lo sfondo de'tasti, vale a dire il profondarsi che fanno alla pressione del dito, porta una certa malagevolezza a chi vi suona musica difficile e in tempo allegro, non potendo la mano, a cagione di quell'abbassamento scorrere sulla tastiera con tutta la libertà e rapidezza che si richiede.

La costruzione tedesca più facilmente si presta a tale occorrenza in virtù del poco immergersi de' tasti ; ma in contrapposto è meri solida, meno atta alla espressione.

Ora il nostro de Meglio di cui tutti sappiamo la lunga esperienza e la non volgare perizia Dell'arte di cui si ragiona, dopo molti tentativi, dopo diligente studio ed ostinato, è rioscito ad accoppiare insieme amicamente i pregi dell'una e dell'altra maniera, ritependo l'artifizio degl'Inglesi nello scappamento de'martelli, e moderando lo sfondo de'tasti, si che si abbia l'espressione, ma non disgiunta dall'agevolezza e dalla scorrevolezza della mano in sonare musica difficile e quanto si voglia affrettata.

In ciò consiste la novità del suo pianoforte. Quanto poi alla solidità e perfezione, si può di leggieri osservarle da ognuno che si faccia ad esaminar lo strumento; del quale, perchè aperto al di sotto, facilmente si scorge l'interna costruzione, ed è di vari legni intarsiati, come ora egli pratica per tulli i suoi pianoforti. Quello di cui si parlava è d'un bel legno americano da lui denominalo lancino: ma dove si abbia egli pescala tale denominazione, noi l'ignoriamo." Annali civili del Regno delle due Sicilie, 1839, p. 74

PARIGI - "Il Sig. Carlo de Meglio, costruttore di pianoforti, espose che avrebbe voluto mandare un suo tigliuolo in Parigi per apparar l'arte di costruire e perfezionare l'arpa, provvedendosi però alla spesa all' uopo neccssaria dal Ministero degli Affari Interni.

Il Istituto incarico dell'esame di tal domanda una Commissione, la quale conchiuse essere cosa utile lo accoglierla. Il Istituto ne fa rapporto al Ministro." Annali civili del regno delle Due Sicilie, Vol. 19-24, 1839, p. 40

1842

NAPOLI - "Fabbrica di pianoforti di Carlo De Meglio sita in via Monte Santo N.° 52 primo piano.

Pianoforte verticale di nuova forma, quattro palmi alto, in sei ottave e mezza, e due tasti, con due pedali, piano e forte, di legno maogano.

Pianoforte palmi 4 alto con le corde situate diagonalmente, e con fascia di metallo situata nel luogo dove sono attaccati gli uncini delle corde, e ciò per la chiarezza de’ tuoni e per la solidità dell’ accordo.

Pianoforte a coda di legno palissandro, con la cordiera di ottone nel pancone, e con la fascia di metallo. In questo pianoforte evvi lo smorzo di nuova foggia, per modo che non fa alcuno scroscio, come generalmente gli smorzi degli attuali pianoforti lo producono.

I prezzi di questi pianoforti si troveranno su di essi segnali." Elenco di saggi de prodotti della industria napolitana presentati nella ..., 1842, p. 40

1844

PARIGI - "Il loro pianoforti verticali col meccanismo all'inglese." Annali civili del regno delle Due Sicilie, Volumes 34-36Naples (Kingdom), Real Ministero dell'interno, 1844

PARIGI - "Anche i fratelli de Meglio han lavorato col meccanismo inglese il loro pianoforte verticale: evvi però in esso lo smorzo costrutto in modo da potersi armare tutto a tre corde, per facilitarne lo accordo.

Tre pianoforti di diverso lavorìo sono quelli del fabbricante Vincenzio Mach, ma tutti contengono il meccanismo tedesco; uno è a tavolino di bellissima forma, ed ha la tastiera di sole sei ottave, e gli altri due sono a coda di elegante aspetto, e di armonioso suono.

Essi sono con tastiera di sette ottave e due tasti, come similmente l'è costrutto il pianoforte di Egidio Helzel, e l'altro di Angelo Federici [sic]." Rapporto letto al Real Istituto d'incoraggiamento alle scienze naturali, 1844, p. 55-56

PARIGI - "Pianoforte verticale, di ottave sei e mezzo, e due tasti, con tastiera a meccanismo inglese, e con lo smorzo di nuova costruzione, onde potersi armare tutto a tre corde per facilitarsi l'accordo, e con altri perfezionamenti che si rileveranno nel suonarlo, per duc. 300." Elenco di saggi de' prodotti della industria napolitana presentati nella ..., 1844, p. 26

1853

NAPOLI - "Fabbrica di pianoforti del Signor Carlo de Meglio. Un pianoforte verticale." Elenco di saggi de' prodotti della industria napolitana maggio 1853, p. 51

Carlo DE MEGLIO

NAPOLI - "Se dobbiamo arguire dalla specie degli strumenti presentati dai fabbricatori premiati, convien dire che la sola fabbricazione dei pianoforti sia attiva ed anche numerosa in quella capitale. [...] Carlo de Meglio è il più anziano dei fabbricatori di pianoforti in Napoli. Si guadagnò altre medaglie d'oro nel 1828 e nel 1838: ebbe brevetto di privativa nel 1840 per alcune invenzioni. Il pianoforte, che gli valse il premio presentemente, è fabbricato col sistema di Broadwood." Gazzetta musicale di Milano, 12/02/1854, p. 54

Giovanni DE MEGLIO

NAPOLI - "Giovanni de Meglio è figlio al citato Carlo. Ottenne già premio nel 1844: ora è lodato per lo strumento che espose, la cui costruzione alla Erard presenta alcune modificazioni nel gioco dei martelli, che affermansi vantaggiose." Gazzetta musicale di Milano, 12/02/1854, p. 54

1855

NAPOLI - "Pianoforte del signor Giovanni De Meglio. - Sin dalla pubblica esposizione del 1844, il signor De Meglio, figlio del nomato Carlo, dava non equivoche prove del suo artistico talento, dimostrandosi degno allievo del rinomato padre suo ; ed il premio che ne riportava nella medaglia di argento giustificava quella speranza che di lui facea concepire il suo primo lavoro.

Questa speranza non veniva smentita dal bel pianoforte di legno palessandro che vedevamo esposto; imperocché vi ammiravamo una pregevole modificazione apportata al sistema di Erhard [sic], da lui prescelto per costruirne la tastiera.

Il martello vi giocava libero, e senza l'aiuto della molletta, nò della fettuccia; circostanze che rendono imperfette e di poca durata le costruzioni verticali. Lo strumento si raccomandava ancora per la voce oltremodo armonica e toccante, e per la eleganza della forma." Annali civili del regno delle Due Sicilie, Volumes 50-52, Naples (Kingdom). Real Ministero dell'interno, 1855, p. 57

1860

NAPOLI - "Il signor Carlo De Meglio fu il primo, nel regno di Napoli, a costruire pianoforti, per cui ottenne una doppia medaglia d'oro alle Esposizioni industriali partenopec del 4828 e 1838.

Nel 1840 meritò un brevetto di privativa per alcune innovazioni recate in quella fabbricazione.

Altro dei più antichi costruttori di questo strumento è il signor Giorgio Helzel.

Il signor Sievers, di Pietroburgo, da più anni stabilito in Napoli, fabbrica pure pianoforti a voci flautate e robuste, a tastiere pieghevoli e di squisita docilità.

Anche i fratelli Federico sono rinomati colà pei loro lavori di solida e positiva costruzione. Degni parimenti d'encomii sono i fabbricatori Mach, Muller e Reisig, Maurer, Brutschaimeder [Bretschneider], Schmid, stranieri d'origine, ma che onorano la lor patria d'adozione con opere tenute in molto pregio, sia per la bontà del suono, sia per nuovi trovati di cosini/iom; e diversità di forma, sia per squisita adornezza di lavoro.

Numerosi sono del pari nel regno i fabbricatori di -macchine armoniche. [...]" Annali universali di statistica, economia pubblica, legislazione, storia, 1860, p. 259

1862

FIRENZE - "Meglio (De) Leopoldo, Napoli. [Napoli 3 0.] — Pianoforte a coda — Idem verticale." Esposizione Firenze 1861 - Catalogo officiale pubblicato per ordine della Commissione reale, Firenze, 1862

1867

PARIGI - "Charles De-Meglio a été le premier qui ait fabriqué des pianos dans les provinces napolitaines et cela dès l'année 1828. M. Helzel est aussi un ancien facteur de pianos. M. Sievers, de Saint-Pétersbourg, établi à Naples depuis plusieurs années, fabrique des pianos à sons doux et graves, à claviers-pliables et d'une souplesse extraordinaire." L'Italie économique, avec un aperçu des industries italiennes à l'Exposition, 1867, p. 276

PARIGI - "De Meglio Jean, Naples. — Piano à queue d'un nouveau mécanisme; clavier à double échappement, d'après le système viennois." Expo Parigi - L'Italie économique, avec un aperçu des industries italiennes à l'Exposition ...‎, 1867

PARIGI - "Anche il signor Aimonino e i fratelli Marchisio di Torino, e il De Meglio di Napoli, vanno rammentati per pianoforti in cui si veggono de'lodevoli tentativi per il loro perfezionamento; ma più di tutti il sig. Vincenzo Lachin di Padova e il sig. Maltarello di Vicenza per i loro pianoforti a coda, pregevolissimi per forza e dolcezza di suono." L'Italia alla esposizione universale di Parigi nel 1867, rassegna critica, 1867, p. 348

1873

VIENNA - "In tali condizioni naturalmente i migliori fabbricanti di pianoforti italiani non hanno potuto ottenere la Medaglia del Progresso a questa Esposizione, poichè i loro strumenti non appartengono veramente ad essi che in minima parte.

Sicchè Giacomo Sievers, e Giovanni De Meglio di Napoli ottennero la Medaglia del merito, avendo esposto dei pianoforti ottimi, ma ben lungi ancora dai Bösendorfer, Streicher, Blüttmer, Erard, Herz, ecc., e fabbricati col materiale ritirato da Parigi o da Vienna." Relazioni dei Giurati Italiani Sulla Esposizione Universale di Vienna, 1873, p. 59

VIENNA - "13. De Meglio Giovanni, Napoli.
- Pianoforte a coda ed a pressione sull’archetto della tavola armonica.
- Piano verticale a pressione metallica sull’archetto della tavola armonica. [3 107.]"
Atti ufficiali della esposizione universale di Vienna del 1873 catalogo, 1873, p. 150

VIENNA - "2. Giovanni de Meglio figli aus Neapel für einen grossen kreuzsaitigen Flügel mit erweitertem Kasten nach der Bassseite hin und ein Pianino mit Vorderdämpfung. Mässiges Mittelgut." Musikalische Instrumente, [Expo Vienne], Oscar Paul, 1874, p. 71

VIENNA - "A loro onore ed incoraggiamento rammenteremo i nomi degli espositori che presentarono pianoforti migliori e melopiani, essi furono il Siever ed il Da Meglio di Napoli, Caldera e Brossa di Torino, Alessandroni di Roma ed il Mola e l’Aymonino di Torino i quali conseguirono la medaglia del merito. II Fusella di Torino ed il Giuliano di Napoli conseguirono pure il diploma di merito pei loro pianoforti a cilindro." L'Economista, 20 giugno 1875, p. 748 (Bess Digital Archive)

Per i riferimenti vedere la pagina
Fabbricanti di pianoforti in Italia tra 1700 e 1849


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