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CAMPLOY
a Venezia & a Milano

1856

VENEZIA - "CAMPLOY GIUSEPPE di Venezia.

La vernice del Sig. Camploy per gli strumenti musicali non è soltanto superficiale, ma entra, dove più dove meno, pei pori del legno; in qualche luogo ne attraversa anche tutta la grossezza, e lo rende consistente dove prima era cedevole; e però, soccorrendo alla ineguaglianza di tessitura del legno, fa che la cassa degli strumenti a corde si metta prontamente all'unissono nel suo complesso con le corde stesse, in tutti i loro tuoni, e comunichi spedite le vibrazioni alla massa d'aria che vi è contenuta.

Il Sig. Camploy ha offerta una piena prova di questi buoni effetti; e l'I. R. Istituto lo rimerita colla menzione onorevole." Atti dell'I.R. Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, 1856, p. 678 - e - Collezione degli atti delle solenni distribuzioni de'premj d'industria fatte ..., 1856, p. 284

 MILANO - "Vorrei che al pubblico andasse a grado, quanto, nell'intendimento di essere sentito ed incoraggiato vieppiù, vado lieto di qui annunziare.

Sono già scorsi alcuni anni dacchè in unione a mio fratello Carlo attivai una fabbrica di piano-forti in Vimercate.

Quantunque ognor privo delle materie le più necessarie ond'essere certo di buon risultato, il desiderio di veder fiorire tal arte anche nel nostro paese, diedemi coraggio a sorpassare tanti altri ostacoli di contrarie prevenzioni, ostinati pregiudizi, opposti interessi ed inveterate abitudini, e pervenni a produrre istrumenti che poterono soddisfare.

Le numerose commissioni avute anche per parte dell'estero, il giudizio pronunziato dall'istituto Lombardo di Scienze, Lettere ed Arti su di un piano-forte verticale inviato all'esposizione nel 1851, la medeglia d'argento con giudizio sospeso per premio maggiore, concessami dall'Istituto medesimo nel 1855, la commissione avuta nello stesso anno di quaranta piano forti pel sig. Ettore Guimet, il lusinghiero giudizio ottenuto dai distinti signori Angeleri, Langalli e Bianchi, che richiesi del loro parere su diversi miei Strumenti, e finalmente l'incarico di costruire 100 piano-forti per conto dell'intelligente ed onesto negoziante di tali istrumenti sig. Giuseppe Camploy di Venezia, m'incoraggiarono e mi persuasero ad un tempo dell'assoluta convenienza d'ampliarne l'impresa.

Per ottenere tale intento invitai detto sig. Camplora convertire la sua commissione in una regolare associazione, a cui egli bucn grado acconsentì riconoscendo impresa dignitosa il tentativo di redimere la patria della musica da una duna dipendenza.

Appena ottenuto sì efficace appoggio, volli visitare le più distinte fabbriche straniere, provvedere all'origine le materie occorrenti alla fabbricazione e procurarmi abili operai.

Talchè ritengo di poter coscienziosamente assicurare chiunque altri mi onorasse di commissione, che i prodotti della società Colombo-Camploy non mancheranno di verun requisito, che garantir possa, colla economia degli acquirenti, una parità di esito anche in confronto agli strumenti esteri ai quali soli fino ad ora si è data una speciale deferenza sicchè di essi tante volte si desiderasse, più il nome straniero che la bontà reaie.

In pari tempo trovo anche di annunciare al pubblico una mia nuova invenzione di Piano Forte Doppio, il quale offre ai pianisti vasto campo per cavare a volontà la più grande espressione. Mi sia dunque lecito sperare che fra poco ognuno dirà che anche in Italia si fanno buoni e solidi piano-forti, e non si copia soltanto. ANGELO CESARE COLOMBO.

(1) Le fabbriche sono in Vimercato ed in Milano Contrada Santo Mattia, alla Moneta N. 3134. Deposito in Venezia presso il sig. Camploy." Scaramuccia giornale teatrale, 1856, p. 119

1860

"MILANO - "Camploy Giuseppe. - Fu composta dal signor Giuseppe Camploy di Venezia una vernice da applicarsi alle tavole armoniche; forse destinata a supplir quella che andò perduta nel secolo passato. Scelti due pianoforti verticali del Colombo, poco diversi fra loro per carattere e sonorità, si fece applicare la vernice a quello dei due che generava suoni alquanto meno pieni e spiccati. Dopo due giorni si è potuto verificare, che il piano, la cui tavola armonica aveva ricevuto la vernice del Camploy, superava l'altro per voci più voluminose e vibrate.

Questa vernice ha la prerogativa di asciugarsi perfettamente, e ridursi a consistenza vitrea in poche ore.

La sua azione non si limita alla superficie, ma s'insinua fra le molecole interne del legno, ne attraversa lo spessore, e lo indurisce equabilmente, rimediando forse alle ineguaglianze della sua tessitura.

È poi indubitato che siffatto intonaco sottrae perfettamente il legno all'influsso degli agenti atmosferici.

L'Istituto, considerando che l'anzidetta vernice può essere applicata cogli stessi vantaggi alle tavole armoniche di tutti gli strumenti ad arco, non meno che alle canne di legno degli organi da chiesa, ne rimerita l'inventore colla medaglia d'argento." Atti del reale Istituto lombardo di scienze, lettere ed arti, 1860, p. 366- Vedi COLOMBO (°1848)

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